Un anello per domarli…e al cinema trascinarli.

Non è la citazione di un ipotetico Signore degli Anelli in chiave moderna, ma una semplice riflessione.
Ragionavo da alcuni giorni su come i gusti cinematografici e televisivi, in particolar modo delle generazioni più giovani, si siano rivolti con fortissimo interesse sul genere fantasy dopo la trasposizione su grande schermo del capolavoro di J.R.R. Tolkien.

Il motivo principale di tali attenzioni almeno da parte delle case di produzione è naturalmente da imputarsi alle possibilità di guadagno: la trilogia diretta da Peter Jackson ha ottenuto un riscontro incredibile, dando vita a un mercato di gadget, accessori, dvd e capi di abbigliamento.
Motivo per cui ci si è resi testimoni dell’arrivo, nelle grandi sale, de Le Cronache di Narnia, Spiderwick,  La Bussola d’Oro e molti altri titoli fino a giungere ai recenti successi, in formato di serie TV, quali A Game of Thrones e La Spada della Verità, passando attraverso l’esperienza di “colossal” come Harry Potter.

In realtà è più interessante valutare come il fantasy e con esso l’horror prevalentemente di stampo vampirico – come Anne Rice prima e Laurell K. Hamilton e Stephenie Meyer poi insegnano – e la fantascienza stiano lentamente abbattendo le limitazioni di “generi di nicchia” riservati a un pubblico più maturo: le nuove generazioni scoprono questo piacere a volte prima sullo schermo e poi passando all’origine letteraria, al romanzo vero e proprio.

Non è difficile per uno come me e per molti miei coetanei ricordare quanto fosse complicato accedere fino a una ventina di anni fa a un tale tesoro di inventiva e immaginazione, se non fosse stato per coraggiose case editrici quali l’Armenia, la Fanucci o collane come Urania per la fantascienza e per quei film oramai annoverati fra i grandi classici – partendo da altri capolavori letterari sul grande schermo come Conan il Barbaro e Dune fino a Labyrinth, Legend, Highlander e moltissimi altri. Erano tempi in cui anche una convention sul gioco veniva vista con sospetto, come se chi vi partecipasse fosse membro di qualche strana setta esoterica oppure fosse vittima irrecuperabile di  antisocialità e psicosi assortite. Beh, si, erano tempi divertenti in effetti, ti sentivi appartenente a una classe elitaria (o ad una specie sempre sulla soglia della via di estinzione) e il recuperare , tra i banchi di qualche minuscolo e trascurato stand, una videocassetta dei Goonies o un cartone animato giapponese inedito in Italia suscitava emozioni alla stregua del ritrovamento del santo Graal.

Per gli amanti del gioco di ruolo come me l’idea di essere l’unico Dungeon Master nel raggio di chilometri era quasi esaltante ma ancor di più lo era avere un gruppo di giocatori che si riuniva ormai da anni per la stessa campagna.

Tralasciando l’amarcord che sicuramente diventerà argomento di punta di un prossimo articolo (e chi mi ferma più sulla via dei ricordi…), torniamo ad analizzare le cause della liberazione di questi generi letterari e cinematografici dai confini della “nicchia”.

Trasposizione cinematografica: chi accompagna il/la fidanzato/a o amici oppure il fratello maggiore a vedere Il Signore degli Anelli ha una buona probabilità di entusiasmarsi alla storia, interessarsi all’idea di leggere i romanzi e sentir necessario approfondire la propria conoscenza in merito a certe tematiche. Da qui al mondo ludico il passo è breve: perchè limitarsi a seguire le avventure del nostro eroe preferito, sia esso hobbit o elfo o nano, quando si può simulare di esserlo, vestendo per qualche ora i suoi panni? E coloro che amavano già il genere e non vedevano l’ora di poter ammirare i propri eroi su celluloide non è ovvia la reazione immediata di convincere amici, partner, parenti a godere di una serata insieme al cinema dinanzi a un film diverso dal solito? Dopotutto perchè mantenere questa categoria di intrattenimento chiusa fra le opache pareti dell’elite quando liberandola si avrebbero nuovi appassionati con cui scambiare opinioni e giocare?

Fumetti: è evidente, il fumetto non è più una rarità come un tempo, non gira più nelle mani di pochi estimatori o di bambini alle prime armi con l’alfabeto. Da quando sono nate le grandi catene di distribuzione e soprattutto il monopolio delle edicole è stato minato dalla nascita dei comic-shop le illustrazioni e le storie dei nostri beniamini sono divenute alla portata di tutti. Si passa dunque dalle poche grandi case editrici che pubblicano pagine e pagine su supereroi in calzamaglia a tante piccole realtà in grado di concorrere, grazie alla loro rapida crescita, riversando sul mercato del fumetto storie fantasy, di fantascienza, horror e chi più ne ha più ne metta.

Internet e Videogames: superfluo a dirsi, la Rete ci consente l’accesso a qualsiasi tipo di informazione. Lo streaming in rete e il download dei film e telefilm ci libera da vincoli di orari e impegni offrendoci il privilegio di vedere quando e come vogliamo i nostri beniamini sullo schermo. E i videogiochi ci consentono di impersonarli con il minimo sforzo e utilizzo di tempo.

TV: rimanendo entro i confini italiani abbiamo visto l’evoluzione in una quindicina di anni dei colossi del canale tematico: prima gli storici Tele+ e Stream poi l’avvento di Sky. Quando a volte diviene scomodo o economicamente poco sostenibile recarsi al cinema si può sopperire rimanendo seduti sul divano di casa e conferire il proprio apprezzamento a un genere o all’altro semplicemente premendo un pulsante. Non a caso è facile notare il proliferare di serie animate che arrivano con maggiore rapidità sui nostri schermi rispetto a quelle di un tempo (anni di distanza fra la nascita ufficiale di Goldrake e la prima visione sulle frequenze RAI), così come grandi classici della fantascienza quali Dr. Who – in vita sin dagli anni 60 – vivono una seconda giovinezza dinanzi agli occhi sognanti dei giovani telespettatori.

VHS, DVD, Blu-Ray: sigle complicate ma con un significato semplice…vedi ciò che vuoi tutte le volte che vuoi dovunue vuoi e quando lo vuoi. Anche se il VHS, la classica videocassetta nera, è uno standard quasi del tutto estinto va comunque tenuto in considerazione per il suo valore storico. Gli altri due formati suoi figli sono paladini di un mercanto estremamente fiorente che non ha invaso soltano le videoteche e i videonoleggi, ma anche edicole e negozi di fumetti fino ad arrivare addirittura ai supermercati e alle stazioni di servizio stradale. Alla portata di tutti, proprio di tutti laddove ci fosse ancora chi ha difficoltà a comprendere i semplici meccanismi della navigazione in Internet.

Letteratura: vista la breve durata di un film o di una serie TV rispetto al tempo necessario per leggere un romanzo, sembrerebbe scontato annunciare l’epilogo della letteratura fantasy.
Niente di più errato, secondo me. E’ proprio grazie al grande e piccolo schermo che molti si appassionano al genere e decidono di approfondire la propria cultura sull’argomento. Un costante fiorire di romanzi in serie più o meno lunghe dimostra che c’è ancora linfa vitale che scorre nella pagina stampata. I grandi scrittori affermati si vedono attorniati da tante giovani, a volte giovanissime, rivelazioni della penna e dell’idea figlie di questa generazione che ha visto la propria ispirazione prender vita – al contrario delle precedenti – prima dentro la sala di un cinema e poi dinanzi a una macchina da scrivere…pardon, un computer portatile.

C’è dunque da esser lieti di così tanti appassionati, giovani e meno giovani, che si avvicinano ai nostri stessi interessi coltivati già da anni, è simbolo di una nuova vita per un genere di intrattenimento che molto ha dato alla mia generazione e che mi auguro molto continuerà a dare.

Alla fine, tuttavia, sorge spontanea una domanda: in un momento che vede una così fervida produzione di materiale fantastico, fantascientifico e horror, dinanzi a una tale ondata di storie su carta o su schermo e con una così forte spinta verso ulteriori evoluzioni dell’immaginazione…non rischieremo di ritrovarci ben presto senza nuove idee?

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