I Tre Moschettieri: la rivincita dello steampunk…e del pacchiano!

Se solo vedeste la trafila di bozze di articoli che dovrei scrivere…però preferisco dedicare un pò di tempo a recensire questo film, vista soprattutto l’influenza del genere steampunk, amato da giocatori di ruolo e cosplayers… (per chi volesse saperne di più sullo steampunk, consiglio l’esauriente pagina di Wikipedia).

Pur essendo innamorato della versione dei Tre Moschettieri con i grandi Gene Kelly e Vincent Price, devo ammettere che ho trovato questo film gradevole e leggero, che vale la pena di vedere anche soltanto per il calibro di attori presenti.

Tanto per iniziare è d’0bbligo elogiare l’uso e abuso di creatività e colori sgargianti dei costumisti e degli scenografi (naturalmente coadiuvati dalla onnipotente computer-graphic): una tale profusione di sfarzo e tonalità da lasciare storditi gli spettatori in sala, una serie di abiti esageratamente pacchiani che ricordano i bei tempi del glam (soprattutto il buon Orlando Bloom che sembra appena uscito da un videoclip di David Bowie).

Simpatica la scelta degli attori in un film che finalmente dimostra maggiore concentrazione per la caratterizzazione dei cattivi.
Dopo aver citato Bloom nei divertenti panni del Duca di Buckingham, una scelta gradita per il cardinale Richelieu interpretato dal Cristoph Waltz già molto apprezzato in Bastardi senza Gloria di Tarantino e nel recente Carnage.
Si nota poi l’utilizzo di diversi attori che di recente si son coperti di fama con film d’azione fanta-storica: Mads Mikkelsen e Ray Stevenson (rispettivamente Rochefort e Porthos) direttamente da King Arthur (2004) e Til Schweiger (anche lui coincidentalmente presente sia in King Arthur che in Bastardi senza Gloria) che tuttavia in questo film recita solo il piccolo cameo del Conte Cagliostro.
E dopo questo riciclaggio di attori che fanno la loro bella e divertente parte, un momento d’attenzione va doverosamente dedicato a Milla Jovovich.
Cosa potrei dire senza rischiare di essere arso vivo dalla mia signora? Beh, a lei il ruolo di Milady ottimamente recitato (il resto è stato censurato da forze maggiori…). A prescindere dai miei favoritismi per la bella Milla, c’è da dire che è buffo notare che il regista di questo film è lo stesso dei vari Resident Evil…mhm…
Poco noti invece gli attori scelti per le parti di Athos, Aramis e D’Artagnan (quest’ultimo, Logan Lerman, lo si può forse ricordare nei panni di Percy Jackson).
Una scelta di cast insolita, dunque, che ha teso a privilegiare i ruoli dei “cattivi” assegnati ad attori più noti.
Per il resto il film è, come avevo già accennato, divertente e leggero con coreografie di combattimento ben orchestrate (peccato per la solita brutta abitudine degli scontri a velocità alternate già visti in 300) ed effetti speciali accorsi a dar man forte alle scenografie già di per sè eccessive per sfarzo.

Un filmetto simpatico senza particolari pretese. Sicuramente da vedere ma non indispensabile alla propria cultura cinematografica. Tuttavia è sempre felice la scelta di riprendere il capolavoro di Dumas come spunto per il gioco e la visione di questo film per coloro che hanno amato e che tuttora amano il genere steampunk.

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